Il Barocco Serpottiano

Giacomo Serpotta (1656-1732)
Definito da Carlo Giulio Argan come uno dei più grandi scultori del Settecento, Giacomo Serpotta nacque a Palermo, nel quartiere della Kalsa, in una famiglia di scultori: praticarono questo mestiere infatti sia il padre Gaspare, che il fratello Giuseppe (con il quale collaborò lungamente) e il figlio Procopio. Tra le opere più pregevoli del maestro Serpotta ricordiamo a Palermo le decorazioni a stucco degli oratori del Rosario di Santa Cita, del Rosario di San Domenico, di San Lorenzo e della chiesa di San Francesco d’Assisi. La personalità del Serpotta sovrasta di gran lunga quella, pur notevole, degli artisti siciliani del suo tempo. L’arte scultorea di Giacomo Serpotta si fonda essenzialmente sulla tecnica dello stucco, una miscela di calce e gesso, utilizzata a Palermo fino alla seconda metà del ‘600, per decorare parti minori di altari, cappelle, volte. La difficoltà di questa tecnica era la veloce essiccazione dell’impasto, che non lasciava margini d’errore all’esecutore. Serpotta apportò alla tecnica dello stucco una fondamentale innovazione, consistente nella cosiddetta “allustratura”, cioè lo strato finale dello stucco arricchito con polvere di marmo, veniva lucidato con spatole calde e strofinacci di lino, per dare più lucentezza e candore alle sculture.

Oratorio di S. Cita

Indirizzo:
Via Valverde, 3, 90133 Palermo, PA, Italia
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L’ampia aula oratoriale era sede istituzionale della prestigiosa compagnia del Rosario. Sulle pareti pregevoli decorazione a stucco di Giacomo Serpotta (paffuti adorabili putti, algide figure femminili, teatrini d’ispirazione Gaginesca). Il pavimento è a marmi mischi. Un barocco insolito, che [...]